Lankayan, Borneo Malese

Immergiamoci nelle acque di un’isola al largo della costa settentrionale del Sabah e scopriremo un paradiso subacqueo: dai minuscoli soggetti perfetti per gli amanti della macro ai pelagici, passando per dei relitti di grande interesse.

Malesia, una delle “Tigri Asiatiche” con una solida stabilità politica e un’economia fiorente e in continua crescita, con una fauna e una flora di incomparabile bellezza (si trovano qui le più antiche foreste pluviali del pianeta), un paradiso tropicale con innumerevoli affascinanti misteri ancora tutti da scoprire. La Malesia si divide in due parti, una peninsulare situata tra la Thailandia e la città-stato di Singapore, e un’altra che occupa la porzione nord-occidentale della grande isola del Borneo con le due regioni del Sarawak e del Sabah. I suoi abitanti appartengono a un intrigante miscuglio razziale che li divide in malays, cinesi e indiani nella parte peninsulare e in oltre cinquanta gruppi etnici nel Sarawak e nel Sabah che includono alcune tribù degli ultimi “tagliatori di teste” che vivono sotto lo stesso tetto nelle famose Longhouse.
Ricca di misteriose tradizioni e culture millenarie che si respirano anche nelle modernissime città come Kuala Lumpur, disseminata di grattacieli e con soluzioni tecnologiche ancora di là da venire nella Vecchia Europa; villaggi di pescatori, dove sembra che il tempo si sia fermato e i ritmi di vita vengono scanditi dalla luce del sole, sorgono sulla stessa spiaggia che ospita resort a 5 stelle: coinvolgenti contraddizioni che fanno della Malesia una meta di vacanza assolutamente da non perdere.

L’entroterra malese è ricco di fascino e di spettacoli naturali incomparabili, può essere quindi meta di escursioni piacevoli e interessanti. Una di queste vi può portare a Sepilok, nelle regione del Sabah, dove sorge un centro di riabilitazione per gli Orang Utan. Aperto nel 1964 da due coniugi naturalisti americani si occupa di salvare gli animali dalla cattività illegale e di insegnare loro come sopravvivere nella jungla, quindi di reinserirli nel loro habitat. A oggi qualche centinaio di questi splendidi primati è stato restituito alla vita selvaggia grazie al lavoro del centro. Oggi sono rimasti meno di 30.000 esemplari di Orang sul pianeta e tutti vivono sulle isole del Borneo e di Sumatra.
In questo momento, oltre cento esemplari sono curati e istruiti dai responsabili del centro di Sepilok e possono essere visitati ogni giorno per avere un incontro ravvicinato con questi nostri “parenti” (non dimentichiamoci che dividiamo il 97% del nostro Dna con queste creature). In lingua locale Orang Utan significa uomo della jungla ed è curioso notare quanti atteggiamenti abbiamo in comune con loro! Un’altra escursione molto interessante dal punto di vista naturalistico è quella effettuata a bordo di motolance che esplorano le tortuose anse del fiume Kinabantang alla ricerca delle curiose scimmie con la proboscide: un’esperienza da non perdere! Per cambiare completamente ambiente è poi possibile visitare le pendici dell’imponente Monte Kinabalu, che include numerosi parchi e riserve naturali dove si possono ammirare orchidee e altre forme floreali tra cui la rafflesia, il fiore più grande del mondo. Da alcuni anni le coste malesi sono frequentate da una categoria di turisti molto particolare: i subacquei! Infatti le acque di questa regione sono tra le più ricche del mondo sommerso e vantano un ecosistema con un’altissima biodiversità, alcune mete sono tra le più ambite dai viaggiatori più esigenti: nomi come Sipadan, Mataking, Layang Layang, Kapalai fanno sognare i subacquei di tutto il mondo. Lankayan, ultimo nato tra i gioielli del Mare di Sulu , al largo della costa settentrionale del Sabah. Splendida isola disabitata ospita ora un confortevole resort dotato di tutti i comfort: il Lankayan Resort, di recente apertura, è costruito in stile nativo e quindi si inserisce nell’ambiente senza forzature, le soluzioni abitative sono costituite da cottage che sorgono su una bella spiaggia di sabbia. Lankayan è il paradiso della macro e i minuscoli soggetti che si possono trovare durante un’immersione sono incredibili. Non mancano i pelagici come barracuda e carangidi presenti in fitti banchi e sono frequentissimi gli incontri con i cosiddetti “buffalo fish”, enormi pesci pappagallo che presentano un caratteristico bozzo sulla fronte. Non è raro incontrare anche qualche esemplare di dugongo intento a pascolare sul basso fondale; da marzo a maggio sono molto frequenti gli incontri con gli squali balena che popolano i bassi fondali attorno a Lankayan per la riproduzione. Un lungo pontile porta fino al reef dove si possono effettuare spettacolari immersioni notturne.

Il giardino di corallo è straordinario per biodiversità e si trovano vaste distese di madrepore e cespugli di coralli molli, ci sono diversi tipi di spugne e di anemoni abitate da svariati tipi di pesci pagliaccio. Nelle acque antistanti l’isola sono presenti anche due relitti, il Mosquito Wreck, nave da guerra giapponese che pattugliava le coste durante la seconda guerra mondiale, oggi dimora di migliaia di Pterois e cernie che ne fanno un luogo davvero magico, e il Lankayan Wreck, relitto di un peschereccio battente bandiera di Hong Kong che pescava illegalmente in acque malesi, confiscato dal governo è stato affondato per volere di Riky, il manager del resort, proprio a poche centinaia di metri dal pontile: dopo anni di permanenza sul fondo, a circa 25 metri di profondità, oggi è completamente concrezionato da ogni tipo di corallo e sciami di pesci lo hanno eletto a dimora. È casa di decine di cernie, alcune delle quali lunghe oltre il metro, i platax giocano tra le bolle dei subacquei e tutto il campionario degli abitanti della barriera è presente. Un’immersione notturna sul relitto è un’esperienza unica, illuminato dalle torce dà il meglio di sé. Una vacanza a Lankayan è consigliata a tutti coloro che non amano le mete affollate e vogliono un contatto più intenso con la natura senza rinunciare alle comodità e alla qualità del servizio.

I punti di immersione si raggiungono in pochi minuti di barca e presentano tra loro caratteristiche morfologiche molto simili: la barriera corallina scende in un leggero declivio sin dalla superficie e raggiunge profondità non troppo impegnative, tormentata da spaccature e anfratti. Ogni notte numerose tartarughe raggiungono la spiaggia dell’isola per deporre le uova: non è raro osservare dalla veranda del proprio bungalow uno di questi splendidi animali mentre è intento a scavare la buca dove deporrà la speranza per la prosecuzione della specie! Sono due le specie che in maggior numero frequentano le acque di Kapalai: tartaruga verde (Chelonia mydas) raggiunge oltre il metro di lunghezza e i 150 chilogrammi di peso. È prevalentemente erbivora e si ciba di erbe marine e alghe, per raggiungere le aree di pascolo non esita a percorrere centinaia di miglia in oceano aperto. Tartaruga dal becco a uncino (Eretmochelys imbricata), più piccola della Chelonia, può arrivare a 90 centimetri di lunghezza e ai 70 chilogrammi di peso. Usa il suo becco per stanare dalle cavità i piccoli invertebrati di cui si nutre, le spugne sono comunque la parte principale della sua dieta. Questa è una specie non migratoria e vive in prossimità del reef. Le uova vengono tenute in incubazione in appositi recinti per proteggerle dai predatori e, una volta schiuse, i piccoli vengono liberati in mare.

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