Il Paradiso Perduto

Pulau in lingua malese significa isola e pochi altri posti al mondo esprimono il concetto di “ isola “ come Pulau Sipadan. È una goccia verde nel blu del Mar di Celebes, uno smeraldo incastonato in un diadema di coralli che emergono dalle profondità dell’Oceano. Situata a 35 chilometri al largo della costa nordorientale del Borneo Malese, ha una circonferenza di circa un chilometro e mezzo e, a differenza delle altre isole del Sabah, che poggiano sulla piattaforma continentale, sale fino alla superficie partendo dal plateau oceanico da una profondità di oltre 600 metri.

Questo piccolo fazzoletto di terra isolato è la parte emersa di un vulcano sottomarino che si è formato milioni di anni fa. Le stalattiti che si trovano nella parte sommersa di Sipadan e che si formano solo in ambiente asciutto, dicono che, migliaia di anni fa, l’isola era molto più alta di oggi rispetto al livello del mare. Non esistono sorgenti di acqua dolce se non una piccola polla, al centro dell’isola, che garantisce la vita alla flora e fauna e che viene rifornita dalle piogge. Dichiarata nel 1933 “ Santuario degli uccelli” e protetta dal Ministero Malese dell’Ambiente, Sipadan era diventata una delle mete più ambite dai subacquei di tutto il mondo. Il Comandante Cousteau l’ha definita “un intoccato capolavoro di arte naturale” e dopo essersi immersi lungo le incredibili pareti di Sipadan non gli si può certamente dare torto.

I punti di immersione presentano caratteristiche morfologiche molto simili: il reef scende verticale sin dalla superficie ed è tormentato da spaccature ed anfratti; terrazze dal fondo sabbioso interrompono e movimentano la caduta. Sin dalla superficie si può osservare una incredibile proliferazione di coralli duri e molli. Dalle pareti si protendono verso il mare aperto giganteschi ventagli di gorgonie dalle mille forme e colori; spugne a barile, abbellite da fluttuanti crinoidi, crescono sulle asperità. I coralli molli sono molto diffusi e gli alcionari formano in alcune zone soffici tappeti dalle accese sfumature cromatiche. Sciami di anthias purpurei si spostano a scatti in prossimità del reef e ovunque si incontrano numerosissimi i colorati abitanti della barriera corallina. Dagli pterois ai farfalla, dai pagliaccio agli imperatore. La particolare posizione geografica e le correnti che investono la zona portando plancton, innescando il meccanismo della catena alimentare, fanno sì che attorno all’isola stazionino specie altrimenti pelagiche. Si osserva così il carosello argentato di migliaia di barracuda che spesso si individuano dalla superficie dato che alcuni esemplari nuotano con la dorsale fuori dall’acqua. Una delle emozioni più forti è entrare nella palla che essi formano: si è completamente avvolti da un muro vivente. Altro incredibile spettacolo sono i banchi di carangidi che compatti si accalcano con il muso rivolto alla corrente e che spostandosi all’unisono mandano bagliori argentei. Gli squali sono ben rappresentati nelle acque antistanti Sipadan e durante ogni immersione è possibile vedere pinna bianca, grigi, leopardo e a profondità maggiori anche gli squali martello. Un discorso a parte meritano le tartarughe che a centinaia hanno eletto quest’isola a dimora. Durante ogni immersione se ne incontrano a decine, appoggiate al fondo intente a cibarsi oppure adagiate su una formazione di corallo: per nulla infastidite dai subacquei si lasciano avvicinare in maniera insolita. Sull’isola esiste un distaccamento di rangers che controllano e proteggono l’attività riproduttiva delle tartarughe. Ogni notte le tartarughe raggiungono la spiaggia dell’isola per deporre le uova: era infatti proibito dopo il tramonto allontanarsi dalla zona dei resort e camminare lungo la spiaggia e non era raro, comunque, osservare dalla veranda del proprio bungalow uno di questi splendidi animali mentre è intento a scavare la buca dove deporre la speranza per la prosecuzione della specie. Negli ultimi anni però l’impatto umano sull’isola era divenuto insostenibile per le risorse naturali, i resort si erano moltiplicati ed avevano invaso tutte le spiagge. Un’orda che definire barbarica è un complimento. Dopo numerose, giuste e motivate richieste da parte delle associazioni ambientaliste, il primo di gennaio del 2005 il governo malese ha fatto sgombrare l’isola da tutti gli insediamenti turistici. Era l’unico modo per preservare un luogo unico sul pianeta. Oggi sono permesse alcune visite sull’isola e le immersioni sono effettuabili solamente con trasferimenti dalle isole vicine alla costa. Ma il destino aveva in serbo un altro evento poco positivo per i fondali di Sipadan. Il 13 maggio del 2006 una chiatta appartenente ad una impresa edile si è arenata sul reef vicino al pontile provocando, con il suo carico, danni e non poche difficoltà di carattere ambientale.

Le Tartarughe di Sipadan
ono due le specie che in maggior numero frequentano le acque di Sipadan: tartaruga verde (Chelonia mydas) raggiunge oltre il metro di lunghezza e i 150 chilogrammi di peso. È prevalentemente erbivora e si ciba di erbe marine ed alghe, per raggiungere le aree di pascolo non esita a percorrere centinaia di miglia. La tartaruga dal becco ad uncino ( Eretmochelys imbricata) è invece più piccola della Chelonia, può arrivare a 90 centimetri di lunghezza e ai 70 kg di peso. È una specie non migratoria e vive in prossimità del reef. Purtroppo è in pericolo di estinzione a causa della bellezza del suo carapace usato per la confezione di monili o venduto intero a stupidi turisti. Come tutti i rettili le tartarughe respirano aria e quindi raggiungono la superficie con intervalli tra i 5 e i 15 minuti, ma in condizioni di riposo possono trattenere il respiro in immersione per periodi di tempo incredibili e raggiungere profondità di qualche centinaia di metri. All’occorrenza con un breve scatto possono raggiungere una velocità piuttosto elevata e possono nuotare per più di 50 chilometri al giorno per raggiungere le zone di alimentazione o di riproduzione. A differenza delle testuggini di terra o di acqua dolce non possono ritirare la testa e le estremità all’interno del carapace. Possono vivere fino a 70 anni e il sesso di un adulto è intuibile dalle dimensioni della coda: molto più grossa e lunga negli esemplari maschili che trascorrono la loro intera vita in mare. Raggiungono la maturità sessuale tra i 20 e i 30 anni. Durante la stagione degli amori si accoppiano con più maschi ed in questo periodo depongono le uova, ad intervalli regolari di 8-12 giorni, per una decina di volte poi, per 2 o 3 anni non si avvicinano più a riva per riprodursi. Durante la notte le femmine raggiungono la spiaggia e si trascinano faticosamente con le pinne anteriori fino a trovare un posto adatto a scavare una buca profonda 60-80 centimetri, deporvi da 50 a 200 uova, coprirle di sabbia e tornare al mare: se vengono disturbate durante questa fase interrompono la deposizione e non torneranno mai più in quel posto. Le tartarughe non hanno cromosomi sessuali e il sesso dei nascituri sarà determinato dalla temperatura del nido: sopra ai 30 gradi nasceranno femmine, sotto a questa temperatura maschi. Dopo 50-70 giorni di incubazione le uova si schiudono e i piccoli, lunghi appena 5 centimetri, escono dal nido sotto la sabbia e attirati da misteriosi richiami ( luce o rumori ) si dirigono verso il mare dove trascorreranno la loro vita. Solo un piccolissimo numero sopravviverà ai predatori naturali e all’uomo. Possono essere necessarie fino a diecimila uova per produrre una coppia di tartarughe adulte e questi pochi superstiti torneranno dopo 20 anni a riprodursi vicino alla stessa spiaggia che li ha visti nascere.

Le Immersioni
BARRACUDA POINT
Prende il nome dai barracuda che si incontrano molto spesso. Dopo una caduta del reef fino a un pianoro attorno ai 20 metri, dove si trovano tartarughe e fitti banchi di platax, la parete, ornata di grandi gorgonie, sprofonda nel blu. Spesso si viene sospinti da una leggera corrente ed è questo il momento dei grandi incontri : squali grigi, grosse cernie e, a profondità maggiori, anche i martelli .
HANGING GARDENS
Il regno degli alcionari. Se ne trovano sia attaccati alle pareti sia pendenti dal soffitto di ogni anfratto, soffice tappeto dai tenui colori che sarà la gioia dei fotografi subacquei.
WHITETIP AVENUE
Dalla superficie il reef degrada dolcemente fino alla profondità di 20-25 metri dove dal fondo sabbioso si staccano funghi madreporici ricchi di coralli molli. Sulle chiazze detritiche si trovano squali pinna bianca che si affidano alle cure dei pesci pulitori.
SOUTH POINT
Dove è più facile incontrare i grandi banchi di barracuda e carangidi che hanno reso famosa Sipadan. Tutti i racconti che avete sentito in merito a questo spettacolo non possono darvi che una pallida idea delle sensazioni ed emozioni che si provano in presenza di questo muro argenteo fatto di migliaia di pesci: una esperienza unica al mondo.
MID REEF
Ideale come terza immersione del pomeriggio. La parete verticale è interrotta da molte terrazze dove transitare lentamente per scrutare tutte le piccole forme di vita della barriera: ideale per la macro. Non è raro avvistare anche qualche manta.
TURTLE CAVE
Immersione molto particolare che vi porterà ad esplorare una grotta sommersa che si apre lungo il drop-off ad una profondità di circa 20 metri. L’entrata è molto ampia e si restringe man mano che ci si spinge all’interno dove alcuni cunicoli portano a camere irte di stalattiti. La lunghezza del complesso di grotte è di circa 80 metri e dalla profondità iniziale si risale fino ad una profondità di circa 7 metri . È proibito immergersi nella caverna senza una guida del diving ed in ogni caso è buona norma portare una torcia subacquea. All’interno delle grotte si trovano scheletri e carapaci di alcune tartarughe che la leggenda vuole siano venute qui a morire. Si trovano anche uno scheletro di delfino e uno di marlin perfettamente conservati: una esperienza da non perdere!
Tutte le immersioni attorno a Sipadan sono alla portata di subacquei di qualsiasi livello di esperienza e tutti possono trovare motivi di grande interesse data la varietà di pesci e coralli che fanno di questa isola sperduta uno degli angoli più straordinari del pianeta sommerso.

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